
Sono stato ieri all'auditorium a seguire la conferenza di cui si vede bene sul biglietto.
Ci sono andato da completo profano, sia in materia sia rispetto ai personaggi che c'erano.
Il giudizio generale è che è stata un po' un'americanata, di quelle che capisce bene chi vede i Simpson, ma comunque interessante.
Durante la conferenza si è parlato di "meditazione trascendentale" e del modo in cui il cervello opera quando è in meditazione: in particolare è stato mostrato come la parte frontale, che in momenti di stress risulta poco operativa, durante e in seguito la meditazione, si fa più attiva.
Successivamente si è parlato di pace nel mondo ma in maniera, direi, superficiale: il succo del discorso era "meditando si è più sereni, se tutti meditassero non ci sarebbero guerre, pensate positivo".
A "rispondere" al modo americano di tenere la conferenza è stato un folkloristico (oserei definire) signore che ha posto una domanda particolarmente polemica a David Linch senza nascondere un tocco da "controilsistema":"NO perchè voi dite che la pace però no perchè lo dovete dire ai potenti non a noi perchè il lavoraore! il lavoratore che la mattina si alza alle 7 non può meditare perchè la società gli impone le cose ... il precariato blablbla ".
A chiuder la conferenza Donovan che ha cantato alcune canzoni che ho ben gradito.
Perdipiù mia mamma alla visione di tale star dei tempi suoi s'è pur fatta fare l'autografo.
Ad ogni modo, tutto questo papozio di post, per esternare un paio di idee che mi girano su per la testa.
Sostanzialmente il tipo di vita cui ci abitua la tv prima, e internet (in parte..) poi, porta nella pratica quotidiana delle cose un continuo scorrere di fatti, notizie immagini suoni a flusso continuo.
E ciò di fatto porta ad esperire più una quantità che una qualità, e quindi mi riprometterei di ascoltare per più tempo, anche in loop la stessa canzone, soffermarmi di più su uno stesso libro, e navigare un po' meno leggendo con più attenzione ciò che passa.
Perchè a furia di chattare su msn e giocare col sudoku si atrofizza il cervello..direi.
E dopotutto basta fermarsi dieci minuti, uscire dal "flusso continuo" che di fatto porta solo a saltare di palo in frasca senza una sana meta.
Infine tornando a casa mi sono riproposto di riprender fra le mani un libro che avevo lasciato a metà (e che ormai devo ricominciare) in cui si parla appunto del cervello.. un insieme di "lectures" di autori vari -il titolo è "cervelli che parlano"-).
E oltre a questo mi voglio documentare un po' sul "sonno polifasico".