* sto ascoltando. Mike Oldfield - Tubular Bells II
...no anzi.. stoppo che sennò mi distraggo.
* sto ascoltando. nulla.
Capita, volendo rispondere a domande quali "da dove veniamo? perchè esistiamo? chi siamo?", il discorso sull'esistenza o meno di una intelligenza superiore tale da creare tutto il creato e dare un certo senso alle cose. Forse non è sempre chiaro il "perchè", ma il punto non è questo, è un altro: un paragone che ho sentito un paio di volte non del tutto calzante ma molto interessante per immaginarsi il tutto può essere quello del ragazzo che gioca a sim city o, meglio ancora a "the sims"; più in particolare è interessante il rapporto che si instaura fra il bravo giocatore di sim city e la vita dei suoi sims. L'idea è quella di una entità esterna dal mondo virtuale che va a creare strade palazzi, insomma influenza in modo più o meno diretto la vita di cittadini appartenenti ad un mondo completamente "altro" fatto, nel suo livello più infimo di sequenze di bit. -A questo punto è ironico pensare come l'uomo qualsiasi va a controllare un mondo astratto "di idee" e non avvenga il contrario-
Questo tipo di paragone non funziona però solo con sim city:
Una qualsiasi situazioine che troviamo in un qualsiasi videogioco risponde ad un mondo, una fisica ed una logica creati a monte da una intelligenza e questi mondi, una volta creati e lasciati vivere si muovono nelle loro perfezioni e imperfezioni creando qualcosa di "sensazionale". Questo soprattutto agli occhi di un piccolo pacman che vede davanti a sè una serie di pallini e continua a mangiarli senza sapere altro.
Pensavo l'altro giorno al libero arbitrio che c'è in super mario land: è vero il giocatore può solo andare avanti per continuare e non puoi prendere e volare, e sei chiuso all'interno di un tempo (mi pare 300 secondi per quadro..) però puoi tranquillamente decidere in tua coscienza di non muoverti per tutto il tempo, di non uccidere tutte le tartarughe e di prenderti il funghetto, crescere e morire all'istante.
Ma vediamo le cose in una situazione un po' paradossale: mettiamo un gioco frutto del caso, pensando al caso come al random totale. Ciò che immaginavo non c'entra nulla con le teorie di Darwin nè ha un senso ben preciso, e non ha una sua posizione molto logica, è solo divertente a pensarsi:
Era una domenica mattina. Non le 10.. le dieci dovevano ancora arrivare. Erano le 2, e il nostro simpatico Michele rientra a casa, accende la sua Playstation one e inserisce un cd originale con la copertina bianca e una scritta in fixedsys "RANDOM".
Si vedono un paio di loghi di case come EA o sierra..caricati a random (insomma..al prossimo riavvio troveremo altri loghi.) poi un menu con una sola voce "start game". Parte ora un personaggio a caso, che deve muoversi secondo movimenti decisi lì per lì dalla console: in questo caso con sopra vai in alto, con destra ti fermi di botto e con destra e sinistra ti inclini. Poi start per pausa, X per fare fuoco e O per andare più veloce. I nemici sono casuali scelti a random fra tutti i personaggi esistenti, e insomma.. Michele va avanti col gioco finchè non si rompe (o finchè non vince -e anche lo scopo del gioco è casuale-).
Ecco. Ma se michele si rompe? Semplice. Spegne tutto. Non può salvare. No. perchè ogni cosa cambia a caso ad ogni riavvio, un salvataggio non ha senso qui. E ogni volta che Michele spegne la playstation quel mondo particolare muore per sempre, in modo netto.
In ogni mondo qualcosa vivrà qualcosa morrà, qualcosa non funzionerà. Il mondo si blocca, si distorce, può essere piatto, in tre dimensioni, si può andare solo sopra o solo sotto o ovunque, si giocherà senza vedere chisi muove, si giocherà sparando o si giocherà raccogliendo lamponi tutto intorno. A ogni riavvio. E senza possibilità di salvare.
fine del post.





