mostra per data o per categoria: longshort visual

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15/02/2009 12:16

Post di san Faustino

Rirpendiamo la parentesi di ieri.
Oggi è un nuovo giorno, Riccardo cammina libero lungo il corso al mattino, quando i negozi son tutti chiusi e non c'è in giro nessuno. Si sofferma su certe vetrine, guarda la saracinesca, intravede qualche vestito o qualche articolo. Pensa a tutte le persone che passeranno di lì, si fermeranno, e al vuoto così bello e silenzioso davanti a lui. In questa sua passeggiata non ha una meta: gira ed esplora le vie che già conosce, e assapora la bellezza e l'unicità di questi attimi sciolti da ogni cosa che nessuno oltre a lui mai conoscerà.
Una cosa ancora non ho detto, che quando tornerà verso casa comincerà ad immaginare e a sognare, vivrà dentro di sè situazioni perfette ed avrà un bel sorriso.
14/02/2009 04:47

post di san Valentino

Oggi immaginiamo una lei, diamole un nome.. Stella? Stella va bene.
Stella torna dall'università e come quasi tutti i giorni si trova ad aspettare l'autobus. La fermata in questione è ben vicina ad un paio si palazzi, e..- immaginiamo un lui.. diamogli un nome... Riccardo? Riccardo va bene. - e Riccardo come quasi tutti i giorni ferma per 5 minuti il suo studio per dare uno sguardo al cielo. In realtà non è il cielo che nota, e non è la prima volta che la nota.

Lei si volta, immersa nella sua musica e lo vede, si scambiano un paio di sguardi, Riccardo tenta di farsi capire con un paio di gesti, ma lei distoglie lo sguardo: l'autobus sta arrivando e lei è diretta verso la casa del suo ragazzo -ok, immaginiamo un altro lui e diamogli un nome, Giorgio? Giorgio va bene - con due belle sorprese per lui, una nella borsa, l'altra nel suo cuore.
09/02/2009 21:40

Proviamo un paragone.

Immaginate pure un uomo, in una stazione dei treni. Egli sa dove deve arrivare ma non sa quale treno, o quale combinazione di treni, può condurlo lì. Andando per tentativi, più o meno ragionati ma tutti vani, quest'uomo è riuscito ad escludere diverse combinazioni.
Il nostro uomo non è particolarmente pessimista infatti ritiene di essersi abbastanza avvicinato alla meta una volta. Quella volta il sole splendeva, ma la distanza fra stazione cui era sceso e la sua meta era comunque troppo lunga per poter tentare l'impresa a piedi e i treni successivi che prese sfortunatamente lo portarono nuovamente distante.
In realtà, c'è da dire, il fatto di essere vicini o meno conta relativamente poco in questo gioco di linee e di scambi, questo è quanto imparò da quella volta.

In questo momento comunque il buon uomo sa che non passeranno treni nelle prossime ore per la stazione in cui si trova e questa potrebbe essere l'occasione per riflettere con tranquillità sui prossimi tentativi ma anche per potersi svagare un po': solitamente infatti l'agitazione di dover aspettare un determinato treno maldispone per un pensiero a lungo raggio o per un passatempo.

La prima domanda che il nostro uomo si pone è se ha effettivamente senso escludere i treni e gli scambi già fatti, o se ce ne siano alcuni che si possano valutare nuovamente; ciò significherebbe vanificare in qualche modo alcuni degli sforzi compiuti. D'altronde l'alternativa, partendo da quella stazione, starebbe nel prendere strade completamente nuove ma alla cieca. Quindi anche in questo caso alcuni degli sforzi compiuti risulterebbero vani.

Il nostro uomo ha tante possibilità davanti, ma nessuna preferibile alle altre.

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07/02/2009 20:12