Immaginate pure un uomo, in una stazione dei treni. Egli sa dove deve arrivare ma non sa quale treno, o quale combinazione di treni, può condurlo lì. Andando per tentativi, più o meno ragionati ma tutti vani, quest'uomo è riuscito ad escludere diverse combinazioni.
Il nostro uomo non è particolarmente pessimista infatti ritiene di essersi abbastanza avvicinato alla meta una volta. Quella volta il sole splendeva, ma la distanza fra stazione cui era sceso e la sua meta era comunque troppo lunga per poter tentare l'impresa a piedi e i treni successivi che prese sfortunatamente lo portarono nuovamente distante.
In realtà, c'è da dire, il fatto di essere vicini o meno conta relativamente poco in questo gioco di linee e di scambi, questo è quanto imparò da quella volta.
In questo momento comunque il buon uomo sa che non passeranno treni nelle prossime ore per la stazione in cui si trova e questa potrebbe essere l'occasione per riflettere con tranquillità sui prossimi tentativi ma anche per potersi svagare un po': solitamente infatti l'agitazione di dover aspettare un determinato treno maldispone per un pensiero a lungo raggio o per un passatempo.
La prima domanda che il nostro uomo si pone è se ha effettivamente senso escludere i treni e gli scambi già fatti, o se ce ne siano alcuni che si possano valutare nuovamente; ciò significherebbe vanificare in qualche modo alcuni degli sforzi compiuti. D'altronde l'alternativa, partendo da quella stazione, starebbe nel prendere strade completamente nuove ma alla cieca. Quindi anche in questo caso alcuni degli sforzi compiuti risulterebbero vani.
Il nostro uomo ha tante possibilità davanti, ma nessuna preferibile alle altre.
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