In treno capita spesso vedendo il paesaggio notare dal riflesso del vetro le persone che passano sul corridoietto e mi piace notare come la stessa persona più volte vada nella stessa direzione senza mai tornare indietro. Chissà come fanno, chissà perchè.
Il fatto ricorda molto quello che succede alla fine delle lattine di cocacola: si versa l'ultimo goccio nel bicchiere, si beve, si aspetta qualche minuto e si versa un ulteriore ultimo goccio nel bicchiere.
Più tempo si aspetta fra una versata e l'altra più aumenta la quantità dell'ultimo goccio.
E poi vedi, in un paese, tante bottiglie d'acqua piene sul marciapiede attaccate al muro di una casa disposte a qualche metro di distanza l'una dall'altra. Le motivazioni che ti vengono date sono che o servono per evitare che i cani facciano la pipì sul muro, oppure che servono per spaventare i gatti.
Vista la fragilità della vita e delle cose a me in questo momento piace pensare che
- se uno cammina fino all'inizio del treno rispunta all'ultimo vagone;
- ogni lattina potrebbe potenzialmente generare infinita coca cola, ma che ognuno si stufa ad un punto di versare e butta la lattina interrompendo il ciclo continuo:
- le bottiglie sono messe affinchè i gatti randagi possano andare lì e bere un po' d'acqua se han sete (ovviamente svitando il tappo, bevendo e risistemando il tutto).
Questo perchè ogni tanto vediamo le cose così come sono, senza pretendere di scoprire cosa c'è dietro, cosa nascondono. Ciò che le cose umane o della natura nascondono a volte può farci paura.